Autore: Luca Stel
Editore: Independently Published
Genere: Narrativa
Data di Pubblicazione: 20 settembre 2025
Pagine: 210
Credere in sΓ© stessi non significa essere certi di non sbagliare mai, ma avere il coraggio di accettare che l’errore possa essere un trampolino per crescere.
Attraverso il deserto messicano, dove ogni passo Γ¨ un viaggio dentro sΓ© stessi e ogni rito Γ¨ un’apertura verso una comprensione piΓΉ profonda della vita, attraverso il racconto di un incidente, un coma, una quasi morte e una rinascita, la scoperta dei tarocchi come strumento di introspezione e l’incontro con le proprie ombre, Luca ci invita a esplorare il confine sottile tra ciΓ² che siamo e ciΓ² che possiamo diventare, mostrando che l’autenticitΓ non si trova nel voler essere perfetti, ma nell’abbracciare le nostre imperfezioni.
Non credere alle mie parole Γ¨ una celebrazione della complessitΓ umana, del paradosso e della trasformazione, una riflessione sulla natura stessa della realtΓ , un viaggio che, come ogni treno che arriva in anticipo, ti coglierΓ di sorpresa. E forse, proprio in quella sorpresa, scoprirai la tua vera strada.
Siamo artefici del nostro destino tanto quanto persecutori dell’apice della perfezione.
Una meta raggiunta ci conduce a desiderarne un’altra il cui percorso Γ¨ ancora piΓΉ tortuoso del precedente.
Un obiettivo incanalato Γ¨ arduo da apprezzare quando nel nostro animo si alimenta il desiderio di voler ottenere sempre piΓΉ.
E nell’inseguimento di ciΓ², il piΓΉ delle volte perdiamo di vista la vera bellezza della nostra esistenza.
Il solo fatto di essere vivi.
Di poter respirare questa brezza a tratti fresca e risollevante, a tratti afosa e opprimente.
Avere la possibilitΓ di restare affascinati da bellezze stratosferiche, monumenti immutati dal tempo che ne esalta le origini.
Di poter sorridere anche quando la realtΓ intorno a noi Γ¨ decadente, alla ricerca di un unico appiglio per poter restare noi stessi.
Sovraccarichiamo la nostra mente di desideri, aspettative e speranze, calando un velo su quello che ci circonda e occultando la luce che sorge ogni giorno dentro noi.
Parlo di un romanzo che mi ha insegnato il valore dei giorni, degli attimi.
Anche di quelli piΓΉ tenebrosi, affinchΓ© si possa cogliere il fiore piΓΉ bello.
Nasce tra la distruzione per suscitare ammirazione.
Il confine tra chi siamo e chi potremmo essere Γ¨ labile, ma tra questo si interseca l’imperfezione, raggiungendo la consapevolezza che siamo giusti nella nostra essenza.
E va bene così.
A volte fermarsi non vuol dire aver perso, essere sconfitti.
Delle volte, segna solo un nuovo punto di inizio.


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