Nico, Edda, Pino e Simona sono colleghi e compagni di viaggio. Percorrono con un ludobus strade di emozioni che rinsaldano i legami e aprono orizzonti. Il loro itinerario non attraversa solo chilometri: si snoda tra vite, ricordi e relazioni, diventando un’occasione per fare i conti con ciΓ² che li abita, dentro e fuori.
Un racconto sul senso del tempo condiviso, intriso di battute, imprevisti, dialoghi surreali, silenzi e canzoni tatuate, e sul confronto con sΓ© stessi, con l’altro e con ciΓ² che ciascuno porta nel proprio zaino.
Eros e Thanatos Γ¨ un viaggio di riconoscimento, accettazione e soprattutto di coraggio per respirare con il cuore, nel grande ciclo della vita.
L’impresa di un viaggio verso terre inesplorate per scoprire il tesoro piΓΉ prezioso al mondo: il fulcro della nostra essenza.
Vento del Nord, ebbrezza fresca d’animo o minuti granelli di sabbia.
Non siamo altro che parte della terra e del cielo, del mare e del remoto.
Di tutto ciΓ² che Γ¨ stato formato e che, inevitabilmente, viene distrutto per essere ricreato.
Siamo il movente di un’abile mossa, una di quelle fulminee che si basano sulla fortuna.
Affiancata ad essa, perΓ², emerge dalle tenebre la razionalitΓ .
Spiana le carte in tavola, la partita ha inizio e…che vinca il migliore!
PerchΓ© la vita Γ¨ questo.
Nient’altro che la mescolanza di cose inezie ed essenziali, tra sentimenti fugaci o eterni, ricordi conservati nello scrigno qual Γ¨ il proprio cuore oppure gettati alle intemperie.
Si suol dire che sia il fato, la ventura o colui che denominiamo comunemente destino, a tracciare i sentieri del mondo e, di conseguenza, di ogni singola esistenza su questo Universo.
In realtΓ siamo noi artefici di ogni cosa che ci circonda, anche quando non riusciamo a constatarlo.
AltresΓ¬ quando Γ¨ ardua l’impresa di ammirare la felicitΓ e renderla nostra.
Ed Eros e Thanatos sono stati piΓΉ che brillanti nel dare delucidazioni in merito a ciΓ².
Mi hanno insegnato che piΓΉ che catturare con gli occhi ciΓ² che bramiamo, ricercandolo in ogni cantuccio del mondo, basterebbe guardarsi dentro.
E solo così, sarà strabiliante scovare quanta bellezza abbiamo sprecato fino ad ora.
Non tutto Γ¨ in un dove.
A volte, anzi oserei dire il piΓΉ delle volte, non a tutto vi Γ¨ un posto.
Un luogo da chiamare casa.
A volte, si parla di noi.
Semplicemente noi.
CiΓ² che siamo, ciΓ² che trasmettiamo.
Dimora di un passato glorioso, di un presente entusiasmante e di un futuro splendente.
Cristallizzati nell’attimo dell’eternitΓ .






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