Mariangela Galante racconta con ironia e realismo la vita di una libera professionista, tra sogni, scadenze e partite IVA. “Ma tu che lavoro fai?” Γ¨ una storia divertente e autentica, che parla del lavoro come specchio dell’identitΓ e della libertΓ personale. Con una scrittura leggera ma tagliente, l’autrice descrive la quotidianitΓ fatta di entusiasmi, imprevisti e resilienza, trasformando le fatiche del mestiere in un viaggio di autoironia e consapevolezza. Un ritratto brillante della generazione dei freelance italiani, sospesa tra passione e precarietΓ .
Ma che lavoro fai?
Credo sia questo il quesito piΓΉ gettonato della societΓ odierna.
Qualcuno Γ¨ piΓΉ curioso nel gettarsi in un inseguimento di giudizio piuttosto che nella ricerca della vera essenza di ognuno di noi.
PerchΓ©, in fin dei conti, l’infelicitΓ dell’animo umano da dove nasce?
Semplicemente?
Dal lambiccarsi continuamente la mente con tormenti imponenti, ma non essenziali alla costruzione della nostra felicitΓ .
PerchΓ© cogliere l’attimo Γ¨ essenziale tanto quanto la ricerca dell’equilibrio.
Dunque lasciamo sulla soglia quelle domande indisponenti, che si fanno largo nel nostro cuore, piantando radici insidiose.
“Ma ti sei diplomata?”
“Ah e per cosa ti stai laureando? Sei giΓ in cerca di un lavoro?”
Quel dito criticante è lì.
Invisibile e incostante, ma pur sempre lì.
A ricordarti che, delle volte, siamo il riflesso di ciΓ² che gli altri desiderano vedere.
Ed erriamo proprio nel momento in cui gli permettiamo di influenzarci.
Di abbatterci con delle parole invisibili.
Sappiamo sempre da quale strada proveniamo ma mai la prossima che affronteremo.
E, semmai volessimo intraprenderla, dovrΓ essere una decisione unicamente nostra.
Siamo noi artefici del nostro destino ma, soprattutto, della nostra serenitΓ .
Non dimenticatelo mai.
Recensione a cura di @Mirianaπ₯


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