Titolo: Dentro il tuo respiro
In una fredda domenica di febbraio, nel bel mezzo del Carnevale, le strade di Luca e Isa si incrociano. Lui, un fisico piegato dalle conseguenze di una bravata finita male e un senso di colpa enorme da gestire, per un ragazzo di ventun anni. Lei, razionale, diligente e all’apparenza infrangibile.
Complice l’annuale festa in maschera, Luca indossa il suo travestimento e trova il coraggio di avvicinarsi alla ragazza che ama da troppo tempo. Una presenza fatta di paure inespresse e risposte non date, che si fa strada nella vita di Isa e la sconvolge senza chiedere il permesso.
Due anime distanti celate da differenti paure. Due maschere invisibili pronte a calare.
Ma non tutti sono disposti a mettersi a nudo, soprattutto quando c’Γ¨ in ballo un passato, con i suoi fantasmi, che torna a bussare.
Quale veritΓ nascondono gli incubi che tormentano Luca? Chi saprΓ scavare oltre l’apparenza e sotto la maschera?
Dentro il tuo respiro la mia anima puΓ² vivere.
Nei fondali immensi del tuo sguardo il mio cuore sembra riprendere vita.
E solo al tuo fianco io posso imparare a sognare.
Ho imparato che l’amore Γ¨ finzione e veritΓ al contempo. Ci saranno momenti in cui esternare ciΓ² che ci affligge potrebbe causare particolari conseguenze, quindi lo segreghiamo nel nostro essere.
Così come ci saranno situazioni in cui esso trionferà su qualunque altro tipo di dolore e vincerà .
Essere amati richiede sacrificio e amare la giusta dose di forza di volontΓ .
Dunque, la domanda Γ¨ la seguente: chi sarΓ capace di mettersi in gioco?
Ed io rispondo con i nomi di Luca e Isa che, per me, hanno racchiuso nei loro gesti un sigillo di affetto eterno, ove la felicitΓ simbiotica Γ¨ capace di sconfiggere il passato senza che esso compia alcun passo nella loro direzione.
PerchΓ© lo sappiamo tutti che nulla andrΓ mai come previsto, ma se non ci proviamo, che gusto avrebbe la vita?
Sarebbe un quadro malinconico in bianco e nero?
Ebbene, no.
Bisogna vivere di colori, perchΓ© una morale eterea esiste per ognuno di noi.
E sarΓ per sempre.
Recensione a cura di @Mirianaπ₯


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