Ricominciare.
Mettere
un punto al passato, andare a capo e scrivere del futuro.
Ma
fino a quanto siamo capaci di prevedere quest’ultimo? Di quello che ha in serbo
per noi e dei duoli che desidera infliggerci?
Sembra
semplice, ricominciare.
Γ
molto facile sussurrarlo a chi non ce la fa, a chi guarda senza osservare. A chi
il cuore batte forte ma non riesce a sentirlo.
A
chi continua a vivere con quella malinconia nell’anima che, sembra non
procurarti nulla ma, al contrario, procura minute cicatrici invisibili che
bruciano. Lacerano…squarciano, poco a poco.
Marchiano
la tua anima come loro territorio, come a voler dire: ti teniamo in pugno, non
vedrai mai sorgere il sole di un nuovo giorno ed essere felice.
Ed
era questo che credeva Gwen dopo la morte del padre: un sorriso non sarebbe piΓΉ
comparso sul suo volto.
Eppure
la consapevolezza che il male fosse ovunque, anche tra gli esseri umani e i
suoi simili, la stava logorando.
PerchΓ©
tendiamo sempre ad additare e giudicare ciΓ² che appare diverso da noi, non
ragionando alle futili parole che gettiamo tutto d’un fiato.
Ed
Γ¨ qui, in questo preciso lasso di tempo, che l’umanitΓ cade in basso, in un
buco nero di vergogna mentre, al contrario, gli animali, di qualunque razza
siano, ci dimostrano superioritΓ .
Non
nella loro possanza fisica, come i lupi, bensì nella mentalità aperta che li
caratterizza.
Il
voler cambiare il mondo nella personificazione della pace e serenitΓ con gesti
puri e umili.
PerchΓ©
la vita Γ¨ giΓ una corsa continua contro il tempo, per fuggire alle mani
scheletriche della morte che cerca, in qualunque modo, di afferrare anche solo
un lembo dei nostri abiti.
In
particolare la corazza indossata da Gwen: eterna guerriera nata per la
famiglia, la fedeltΓ e la felicitΓ del prossimo.
Questa
Γ¨ solo una delle tante battaglie che si ritroverΓ ad affrontare ma, so con
certezza, che sarΓ ella a vincere la guerra.

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