Titolo: Il Cliente
Autore: Edoardo Santi
Editore: Porto Seguro
Genere: Thriller Psicologico
Data di Pubblicazione: 7 ottobre 2021
Pagine: 225
Nelle strade di una Roma misteriosa e buia, alcune prostitute vengono brutalmente uccise. Prima una, poi un’altra, finchΓ© i delitti non si moltiplicano perdendo di senso, mappatura e traccia. Donne di bellezza dozzinale, agli albori della giovinezza, forse un po' troppo succinte. Donne comuni, donne mediocri. Ma donne innocenti. Le loro morti sembrano essere accumunate da un background simile, fatto di psicopatologia e ossessione meschina e misogina. PerchΓ© tutto questo? PerchΓ© cosΓ¬ tanta malvagitΓ ? In una cittΓ schiava di un folle criminale, preda di uno Jack Lo Squartatore moderno, regna la paura e il delirio di massa. Celato nell’ombra, attende un attore nato, bravo a recitare, a dimenticare, a occultare e a fingere. Si tratta di un uomo che ama e odia le prostitute, che si accompagna con loro e che pretende soltanto l’ovvio, che il servizio sia soddisfacente, che non vi siano incongruenze tra ciΓ² che ci si aspetta e quello che si riceve. Del resto, "Il Cliente" ha sempre ragione. No?
Donare per ricevere.
Ottenere per essere.
Un circolo vizioso senza alcun termine.
Burattinai seviziati dalla nostra stessa esistenza.
Ogni giorno Γ¨ un nuovo atto da recitare.
Impariamo il copione, indossiamo gli abiti succinti e la maschera articolata che ci spetta e viene dato il via alle danze.
Ognuno muta nella forma che piΓΉ non gli si addice.
PerchΓ© questi sono i canoni sociali, questa Γ¨ la vita.
Non esiste via di fuga o sentiero alternativo.
Sebbene ci sia un tale “cliente”.
Egli predilige la vendetta al fato e alla benevolenza.
E agisce per conto proprio, egoisticamente attraverso le tenebre.
Eppure viene obliato che, una volta che quest’ultime saranno dissolte, la veritΓ tornerΓ a galla, emergendo dai fondali piΓΉ bui.
Il caos, la tempesta e poi, improvvisamente, la quiete.
Come se il tormento delle circostanze avesse influenzato a tal punto l’animo di quest’uomo da fargli perdere la retta via.
Molto spesso, perΓ², dobbiamo ricordarci di guardare dentro noi.
Di ricordare esattamente chi siamo.

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