"Amare o non amare Γ¨ infatti la questione che sta sotto mille altre: dalla risposta che ognuno di noi sa o vuol dare dipende molto del nostro presente. E dalle azioni che ne conseguono, quasi tutto il nostro futuro.” Scrittori e poeti dall’alba dei tempi lo invocano nelle loro composizioni, poi drammaturghi e registi di ogni epoca lo hanno messo in scena, ma tutti gli esseri umani hanno dedicato gran parte dei loro pensieri, belli e brutti, al sentimento piΓΉ forte e universale: l’amore. CosΓ¬ Giuseppe Di Piazza, grande giornalista e scrittore, prova a riflettere sull’amore oggi, tra tecniche di corteggiamento antichissime, social network e siti di appuntamenti. Il punto di partenza Γ¨ il primo incontro immaginato tra una giovane donna e un giovane uomo: Lucas e Margherita. Da quel primo fatale momento, Di Piazza, con lo sguardo del reporter e l’animo del filosofo, segue i suoi due personaggi lungo tutto il corso della loro storia d’amore – il colpo di fulmine, la seduzione, il primo contatto, la paura, il nervosismo, i silenzi e le parole – alternando il racconto delle tappe del rapporto di Lucas e Margherita con riflessioni illuminanti e citazioni amorose di tempi vicini e lontani, dai versi di Ovidio sino a quelli dei cantautori contemporanei. “L’arte di non amare” Γ¨ al tempo stesso manuale, vademecum e trattato, breve e irresistibile, su quello che “muove il sole e l’altre stelle”.
L’arte.
La magia di uno sguardo, la scultorea bellezza di flebili dita che osano solo sfiorarsi, per timore di soffrire.
Ma come puΓ² qualcosa che non ci attraversa, che non ci penetra nell’animo, infliggerci dei duoli?
Come si puΓ² proseguire secondo un percorso senza avere la concezione materiale di ciΓ² che sarΓ e di ciΓ² che non potrΓ essere?
Bisogna correre il rischio.
Un po’ come la morale che ci hanno insegnati i famosi film.
A cosa serve un cuore se lo tengo per me, se ho questo terrore che possa incrinarsi, lasciando che prenda polvere nel cantuccio della mia anima?
L’amore Γ¨ inspiegabile.
Lo era per Ovidio e continua a esserlo per i contemporanei che cercano di analizzarlo, di smistare le sue molteplici molecole e trarne qualcosa di concreto…di certo.
Ed Γ¨ qui che il fato ha abbattuto sul campo di gioco qualunque concezione o ipotesi fosse legata a esso.
Questo sentimento travolgente, sconvolgente e calamitato, in fin dei conti, da chi Γ¨ manovrato?
Chi Γ¨ l’arbitro, di questo gioco che Γ¨ la vita, a stabilire cos’Γ¨ giusto e cos’Γ¨ sbagliato?
Sono le scelte, le nostre risposte e le nostre azioni.
PerchΓ© come mi ha insegnato Giuseppe Di Piazza, dalla risposta che ognuno di noi sa o vuol dare dipende molto del nostro presente.
E dalle azioni che ne conseguono, quasi tutto il nostro futuro.
Un avvenire, che solo un affetto così indissolubile è capace di prevedere.
Un venturo che ha il gusto della felicitΓ .

0 Comments:
Posta un commento