Carpe diem: cogli l’attimo.
Quello sprazzo di luce che Γ¨ la felicitΓ , la spensieratezza.
Quella minuta lucciola, seguace delle avventure piΓΉ folli e testimone degli amori eterni.
Allunga questa mano e catturala con lo sguardo la speranza. Colei che sarΓ ardua da scovare, piΓΉ complessa di un luogo sconosciuto su una cartina disegnata male.
Vivi, sorridi e rischia.
Gettati nelle tue paure a braccia aperte, nel burrone della felicitΓ che tanto ti spaventa.
PerchΓ© ognuno dentro sΓ© ha i propri timori, ma per i sogni bisogna pur affrontarli e annientarli.
Esattamente come ci sono riusciti questi sette sconosciuti.
Sette minute vite tra altrettanti sette miliardi di persone nell’Universo.
All’inizio erano un po’ come pianeti nello spazio: ognuno gravitava sulla propria orbita. Desideravano tenere le distanze, stringere un contatto era l’ultima delle ipotesi.
E poi hanno ingranato la marcia: bere o affogare, collidere e fondersi o scomparire.
E hanno avuto la meglio.
Ed è proprio così che nascono le migliori amicizie, gli amori eterni e combattivi e la fiducia per sé stessi.
La voglia di dire: farΓ² sempre tutto ciΓ² che Γ¨ in mio potere di fare e, un giorno, quando le alternative saranno inesistenti, ne inventerΓ² una io.
PerchΓ© la vita Γ¨ un attimo. E molto spesso non ce ne rendiamo conto, disprezzandola come non dovremmo.
Γ un sospiro di sollievo: dura un attimo, ma la felicitΓ tratta Γ¨ eterna.

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