Ed Γ¨ orrido sentirsi sbagliati.
Volgere lo sguardo in quello riflesso dalla nostra immagine e, quasi quasi, non accettarsi.
Sovvien così la domanda: è dentro me?
Γ interiore questa voragine che sento divorarsi ogni singola parte di me?
E cadremo, dunque, nel baratro senza fine dei dubbi ai quali seguirΓ alcuna risposta, nelle insicurezze che si celano sotto pelle.
Lacrime copiose inonderanno questo viso che, di cicatrici, se le porta nell’anima.
Sprofonderemo nell’oceano salato dei nostri duoli e ci sentiremo affogare.
Inevitabile sarΓ , dunque, abbandonarsi al buio eterno e al silenzio opprimente.
Poi, come un lampo a ciel sereno, la visione di una mano irromperΓ nel nostro campo minato, schivando gli ordigni e arrivando al nucleo pompante di noi stessi: il cuore.
Quest’ultimo riaccenderΓ i suoi flussi, metterΓ nuovamente in moto quegli spasmi che, in ogni modo, verranno sempre a mancare alla vista dell’amore.
Ah quest’ultimo…caparbio e malinconico codesto sentimento.
Capace di portarti in cielo con semplici parole e, con altrettanti febbrili sillabe, farti precipitare negli abissi piΓΉ oscuri.
Eppure, nonostante tutto, la vita Γ¨ bella.
PerchΓ© con la persona giusta, gioie e dolori hanno lo stesso sapore.


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